| Ti trovi in: Le nostre storie : La storia di Zucchino, Papy2 e Mamy3 |
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Prima di iniziare a raccontare la storia di Zucchino è bene precisare il perché di questo soprannome. Il bimbo a noi affidato si è rivelato sin dall’inizio molto determinato, anche troppo, tanto che nei primi tempi usavamo chiamarlo “zuccone”. Il suo atteggiamento si è poi ammorbidito un po’ con il passare del tempo, ed ecco che da “zuccone” abbiamo iniziato a chiamarlo “zucchino”, riconoscendogli i miglioramenti fatti! Il soprannome è durato pochi mesi, perché siamo passati rapidamente a “topolino”, più tenero e sicuramente meno critico, ma poiché è un nomignolo molto diffuso, in questo racconto continueremo ad usare Zucchino! Al posto dei nostri nomi userò invece i nostri soprannomi, papy2 per mio marito, essendo il secondo papà nella vita di Zucchino, e mamy3 per me, che sono la sua “terza” mamma. Io e Papy2 ci conosciamo da 11 anni, conviviamo da circa 10 anni e siamo sposati dal ’97. A causa di miei problemi di salute non abbiamo potuto coronare il sogno di avere dei figli e quando ci è stata proposta la strada “scientifica” (vedi inseminazione artificiale) per la realizzazione del sogno abbiamo deciso di percorrere altre strade. La nostra relazione è molto forte, stiamo bene insieme e ci compensiamo a vicenda. Io sono quella che “spinge” sull’acceleratore, che parte in quarta, che si entusiasma per un progetto, che rischia di più e lui è quello che mi fa rallentare, dandomi il tempo di riflettere, di vagliare ogni aspetto, e di decidere più razionalmente. Lui è la parte “calma” della coppia, io sono quella più “agitata”, ma insieme raggiungiamo un perfetto equilibrio. Io e Papy2 viviamo in una villetta bifamiliare nella prima cintura di Torino, noi stiamo al primo piano e i miei genitori vivono al secondo piano. Nella mia famiglia c’è ancora una sorella, anche lei abitante nel nostro stesso comune, separata e con due bambine di 7 e 9 anni alle quali siamo sempre stati molto legati. Mia sorella ha vissuto dei momenti difficili, come la separazione dal marito e noi le siamo stati accanto aiutandola a crescere le bambine, insieme ai miei genitori. E’ stata un’esperienza importante, perché ci ha consentito di prendere atto della realtà di molte famiglie disagiate nelle quali spesso sono i bambini a pagare il prezzo più alto e difficilmente trovano figure “adulte” in grado di rispondere realmente ai loro bisogni emotivi ed affettivi. |
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