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Eventi : Amarcobaleno, con ANFAA, incontra l'Assessore Borgione (7/11/2006)
Inviato da Morgana il 2/2/2007 11:50:00 (686 letture)

Alcuni membri del gruppo AMArcobaleno  hanno partecipato all'incontro con l'Assessore Borgione organizzato dall'ANFAA il 7 novembre 2006. Di seguito, una sintesi di quanto emerso nell'incontro, al quale farà seguito un secondo appuntamento nel mese di febbraio 2007.

Dal confronto delle esperienze e dall’approfondimento delle problematiche affrontate nel corso degli incontri del ciclo CRESCERE CON DUE FAMIGLIE, sono emerse le seguenti considerazioni, puntualmente dibattute durante l’incontro:

  • Scarsa capacità di analisi della famiglia d’origine, che spesso porta gli operatori sociali all’attivazione d’interventi inadeguati alle necessità presenti e future dei bambini. In merito sono state evidenziate responsabilità NPI e servizo psichiatrici adulti e per tossicodipendenza. 

  • Mancanza di un progetto scritto, conosciuto e condiviso dalla famiglia affidataria e d’origine.

  • Mancanza di ascolto delle famiglie affidatarie.

  • Necessità di avere da parte degli affidatari l’estratto dei provvedimenti emessi dal tribunale dei minori.

  • Necessità d’interventi più tempestivi, visti i lunghi percorsi assistenziali dei minori prima del loro affidamento.

  • No alle interruzioni brusche ed immotivate degli affidi, interrompendo di fatto il rapporto affettivo tra minore  e affidatari. No alla separazione di fratelli se non espressamente motivata.

  • Sostegno dopo il rientro in famiglia e modalità di mantenimento dei rapporti del minore con la famiglia affidataria.

Sul piano organizzativo sono emerse le seguenti carenze:

  • Qualificazione degli assistenti sociali.

  • Scarsa promozione e realizzazione degli affidi.

  • Tempi troppo lunghi per la valutazione degli affidatari.

  • Scarso supporto necessario per tutto il percorso di affido

  • Scarsa sinergia tra i vari assessorati che con tematiche diverse si occupano dei minori.

  • Scarso coordinamento tra le varie circoscrizioni.

  • Troppi carichi di lavoro non attinenti ai temi dell’affido, che potrebbero essere svolti sia dagli educatori sia da personale amministrativo, opportunamente dirottato da altri servizi che hanno un calo di attività. Alleggerendo di fatto, gli assistenti sociali.

Queste le dichiarazioni dell’assessore Borgione:

  • Esistono buoni presupposti per crescere e far crescere la sensibilità degli operatori nell’ottica di un miglioramento del servizio.

  • Si cercheranno sinergie con gli altri assessorati e ASL per progetti comuni che abbiano come obiettivo centrale i minori (si sta già lavorando in tal senso su una serie di progetti).

  • Disponibilità ad attivare una campagna promozionale dell’affido con l’aiuto dei gruppi AMA e Dell’ANFAA.

  • Il dirigente dei servizi dovrà attivarsi nel valutare la situazione attuale del servizio stesso. Sulla base di quanto emergerà ci confronteremo per individuare i presupposti per eventuali azioni necessarie al miglioramento.

  • Ha giudicato l’incontro positivo, ribadendo che un confronto costruttivo, consente lo scambio di esperienze diverse e permette di avere una visione più ampia delle problematiche dell’affido. 

Dal nostro punto di vista, come gruppo AMA, non possiamo che sottolineare l’importanza di poter confrontarci con le istituzioni. Crediamo che un continuo confronto permetta di affrontare le problematiche con una visione più ampia e globale, consentendo un approccio meno approssimativo e più mirato alle molteplici necessità di tutti i soggetti in gioco. Siamo molto grati alla ANFAA e  a Borgione per averci dato questa grande possibilità. Contiamo di poter essere utili, attraverso la nostra esperienza, alla crescita di un servizio più attento alle problematiche dei nostri ragazzi in affido. Chiediamo che venga aperto un tavolo di confronto che consenta attraverso il confronto, una continua crescita qualitativa e quantitativa di tutti i soggetti, istituzionali e non, impegnati negli affidi.

RIPORTIAMO DI SEGUITO LA LETTERA REDATA DALL’ANFAA ALL’ASSESSORE BORGIONE DOPO L’INCONTRO:

Ci siamo confrontati dopo l’incontro con Lei  e abbiamo ritenuto opportuno, in vista del prossimo, riformulare le nostre proposte/richieste:

1)     Ribadiamo la necessità – in un’ottica preventiva – di privilegiare gli interventi nei confronti dei bambini più piccoli, partendo da quelli inseriti in strutture residenziali della fascia di età 0-5 anni (46 secondo i dati forniti dal Comune) per poi passare a quelli della fascia 6-10 (67).

Il Comune non può e non deve dimenticarli in famiglie inadeguate o in comunità.

L’obiettivo realistico è puntare sul 2007/08 per raggiungere questi risultati, attraverso uno stretto monitoraggio delle situazioni.

Rilanciamo anche la proposta di sperimentare affidamenti “di pronto intervento” per i bambini che devono essere allontanati d’urgenza dalle loro famiglie, in alternativa al ricovero in istituto, quale Pro Infantia. Partendo dal modello operativo sperimentato con gli affidi dei neonati è possibile, con il contributo delle Associazioni, mettere a punto un progetto in merito, avvalendosi delle famiglie di consolidata esperienza.

2)     Chiediamo al Comune di Torino un piano scritto, che dia le risposte sul piano organizzativo, in particolare su:             

o        il rilancio dell’affidamento, che comporta, necessariamente, anche un forte investimento in termini di qualificazione, delle assistenti sociali; vanno individuati dei referenti, che effettivamente dedichino una buona parte del loro tempo alla promozione e realizzazione degli affidi e che, necessariamente,  NON siano assunti con contratti a termine!

E' preoccupante l'avvicendamento degli operatori, aumentato negli ultimi tempi, con conseguenze negative sulla gestione degli affidi...

Al riguardo riteniamo positivi i finanziamenti “mirati” appena deliberati dalla Regione Piemonte per il rilancio degli affidamenti, per cui anche l’Anfaa si è battuta.

o        la definizione di tempi certi per la valutazione  degli affidatari (v. ad es. quelli decisi per aspiranti adottanti…) e per il supporto necessario per tutto il percorso di affido, da concordare anche con ASL.

Se sono poche le assistenti sociali, il Comune potrebbe ingaggiare per alcune funzioni, degli     educatori, anche per i collegamenti con altri settori (scuola,cultura, sport…).

o        l’avvio di rapporti istituzionali con mondo della scuola  per creare cultura sui temi dei diritti dei bambini e dell’accoglienza  e per promuovere iniziative di aggiornamento degli insegnati, anche in relazione alle segnalazioni tempestive dei minori in gravi difficoltà.  

    

Sarà necessario un chiarimento urgente dei rapporti con il Tribunale per i minorenni  sulle questioni aperte relative alla durata e alle possibili conclusioni degli affidamenti e sul rispetto scadenze per aggiornamenti sulle situazioni da parte degli operatori.

Segnaliamo a margine che negli incontri avuti dall’Anfaa e dai rappresentanti dei gruppi di auto mutuo aiuto di affidatari  con il Procuratore Ennio Tomaselli e col Presidente Castellani è emersa la loro disponibilità a rivedere la circolare delle A.G. del 2004 pubblicata nel volume della Regione Piemonte nei punti da noi contestati ).

3)  Quello che il Comune di Torino può fare subito:

a)      potenziamento del Servizio Affidi;

b)      revisione della modulistica relativa all’impegno degli affidatari e dell’affidante (famiglia d'origine o tutore) inserendovi le linee portanti del progetto di affido (v. quanto previsto dalla legge n.184/1983 e s.m. distinguendo fra la prevedibile durata e le necessarie revisioni periodiche almeno una volta all’anno.

c)       messa a disposizione degli affidatari del provvedimento del Tribunale per i minorenni relativo al minore, non solo al momento dell’affidamento, ma anche successivamente .

Per quanto riguarda la formazione, tema più volte affrontato nell’incontro, ci riserviamo di presentare una proposta specifica in merito (ne dobbiamo ancora parlare).

Prioritaria è per noi una risposta sui punti sopraindicati: solo a fronte di un impegno “visibile” del Comune è possibile affrontare poi il resto.

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